NEI COLORI DEL GIORNO

June 8, 2007

NEI COLORI DEL GIRNO di Peter Handke.

Peter Handke , nato a Griffenel 1942 . Iscritto nel 1961 alla facoltà di giurisprudenza dell’ Università di Graz, ha presto abbandonato gli studi per dedicarsi a tempo pieno all ‘ attività di scrittore . E’ stato narratore , scrittore per il teatro , poeta e saggista.

Il suo nome cominciò a circolare giovanissimo , ma con la tenacia volontà di non essere classificato sotto nessuna etichetta .Negli hanni 80 ; 70 lo stile però diventò inconfondibile , mai una suddivisione in capitoli e lo spazio bianco tra i paragrafi.

Handke si propone di mostrare quanto le forme linguistiche incidino sulla nostre comprensione della realtà , anche i titoli stessi aderiscono ai temi diventando vere e propie dichiarazioni di poetica.

Queste caratteristiche possiamo ritrovarle nel libro “I colori del giorno ” (1980) , dove in forma diaristica ci viene descritto il forte legame tra arte e vita.

Infatti già la lettura delle prime pagine ti fà comprendere la struttura , un ‘ intreccio di pensieri e ricordi rispecchiati nel presente dell ‘ autore.

Una personale autobiografia.

Handke in questo saggio sprigiona se stesso , fino ad arrivare ad un ‘ autocritica di sè , attraverso l’arte di Cezannè.

Il percorso che decide di intraprendere a come punto di partenza la sua insicurezza nell’ essere daltonico , e il fatto che deve a Cezannè la prima volta che si è sentito veramente immerso tra i colori , dove come scrive nel libro “perfino la strda asfaltata mi è sembrata fatta di colore ” , ed è in questo luogo magico tra Aix e il monte Saint-Victorie che comincia il suo viaggio.

Durante il suo cammino descrive molto accuratamente quello che vede ,blocca molte immagini che gli rimandano ricordi , queste immagini inducono il lettore ad un ‘ unico punto di vista e lo inducono spesso al pensiero della fotografia.

la srada era deserta.Solo una volta incrociammo un uomo a piedi , camicia bianca e vestito scuro.I calzoni erano larghi…”

ed è così che Handke mette delle pezze , per costruire il suo filo conduttore.

Come Cezannè dedicò la sua vita al raggiungimento in pittura della perfezione ideale che si era preffissato , ricominciando daccapo , cosi anche handke lotta contro il suo diffetto.

Anch ‘ egli si voleva affidare alle propie impressioni , scrivendo le forme e i colori che vedeva e non quelli che conosceva.Arrivando per una volta nella sua vita a criticarsi..

non pensare sempre a paragoni celesti osservando la bellezza ; ma guarda la terra.Parla della terra , o anche solo del punto in cui ti trovi.Dillo con i suoi colori”

ed è da qui che Handke vede nelle opere di Cezannè proposte e guarda al quotidiano con altri occhi , trasformando semplici involucri di plastica svolazzanti in un ‘ immagine gonne a pieghe…

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